Il Pollaio siamo Noi
Questa pagina non vogliamo scriverla noi; vorremmo che foste voi a lasciare nei commenti un aneddoto o qualche frase, con cui fare capire cos’è o cosa è stato il Pollaio per voi.
Questa pagina non vogliamo scriverla noi; vorremmo che foste voi a lasciare nei commenti un aneddoto o qualche frase, con cui fare capire cos’è o cosa è stato il Pollaio per voi.
Io sono stato studente di Veterinaria e negli anni 2000-2005 ho frequentato il pollaio e l’acquario. In quelle aule ho potuto trovare la concentrazione adatta a passare i mei esami e la possibilità di conoscere degli ottimi ragazzi.
I gestori ho notato hanno sempre fatto di tutto per preservare la struttura e fare in modo che fosse utilizzata al meglio da tutti. Sono da lodare perche’ nel quinquennio che ho frequentato hanno sempre fatto in modo da rendere fruibile l’aula studio: dalla mattina presto alla sera tardi. Nei bagni c’era sempre la carta igenica, al contrario dei bagni della Iappelli, e anche per questo era frequentatissima dalle ragazze.
In quel periodo non riuscivo a studiare a casa e dopo le 20.00 che chiudeva l’aula studio di via Ospedali, per fortuna c’era il Pollaio che poteva ospitare coloro che necessitavano di un banco, una sedia e tanto silenzio.
In Acquario ho iniziato a giocare a scacchi, nelle pause dello studio e dopo mangiato. Mi ricordo che facevo delle belle sfide con il mio amico Marchetto e con il tremendo Emiliano.
Ricordo che il caffe’ era buono e aiutava a concentrarsi: ne ho bevuti tantisssimi, e atlrettandi furono i the. Era anche una buna occasione, quella del caffe’, per conoscere persone, scambiare opinioni, leggersi i giornali ( piu’ o meno freschi) e farsi un’idea di che succedeva al di fuori dell’esame che si stava preparando.
C’era una gatta, benvoluta da tutti, che aveva stabilito la sua residenza in acquario, ma spesso dormiva in pollaio. Da quando ho aperto lo studio due volte ho avuto occasione di curarla. Adesso non so dove sia finita, spero che qualcuno le abbia dato un tetto. Oggi dovrebbe avere quasi 15 anni, che tradotti in anni umani sono quasi un centinaio. Quando avro’ cent’anni spero vivamente di avere un tetto! sopratutto con il freddo di queste giornate.
A Natale c’era sempre una grigliata, o forse era a giugno, non ricordo. Era un’occasione stupenda per socializzare e mangiare un po’ di sano maiale. A fine grigliata i rappresentanti, aiutati dai piu’ bisognosi tiravano a lucido l’aula, nello spirito del rispetto delle risorse.
Devo molto a quell’aula studio, spero ci sia sempre, anche per i miei figli e per i miei nipoti.
Appartengo alla piccola guarnigione di ingegneri che ha “invaso” l’aula nel periodo 2000-2005…
Il Pollaio NON era una semplice aula studio, ma un crocevia dove potevi trovare di tutto, gente di qualsiasi razza, laureandi di qualsiasi indirizzo, che convivono serenamente pur appartenendo a realtà molto diverse, a volte addirittura contrastanti tra loro. A differenza di tutte le altre aule studio era gestita con il cuore dai ragazzi, che la mantenevano e la facevano funzionare (bene) in modo totalmente disinteressato, con pochissimi mezzi e spesso senza nessuno che si degnasse di dire almeno “GRAZIE”. Ha rappresentato una fase molto bella della mia vita.
Ricordo tante “figure”.. Marchetto.. Dylan.. Dapo.. CCC.. Mac.. Franz il nonno.. Fogno.. il Guerra..Emiliano.. Teschio…Simone..il Nardo..la Cate..Aron.. l’Anna,la Lolla, Bostic,il Grana la Dany, Angelo e tanti tantissimi altri con cui ho studiato/grigliato/giocato.. una specie di seconda famiglia che saluto con affetto :)
Caro Alessio, la prossima primavera la gatta compira` ben 18 anni!
L’abbiamo trovata una mattina di maggio del 1993, pochi mesi dopo che la biblioteca di Fisica/Acquario era stata trasferita nella stanza attigua al Pollaio.
Avra` avuto poco piu` di un mese la micetta, e vagava piagnucolando in mezzo ad un cumulo di detriti dietro l’edificio di Fisiologia, poco distante dal Pollaio.
In breve si e` adattata a vivere tra gli studenti, passando dalle braccia di una a quelle di un’altro e imparando a riconoscere, tra le centinaia di persone che ogni giorno passavano di li`, quelle che si occupavano di lei o semplicemente che le offrivano un po’ di affetto.
Ho potuto piu` volte osservare che ha riconosciuto persone che non aveva visto per molti mesi (me compreso): bastava entrare in pollaio e farsi vedere e immediatamente si metteva a miagolare e ti correva incontro, infrangendo la regola del silenzio che vigeva in quell’aula.
E` diventata anche ufficialmente la gatta della biblioteca di Fisica, essendo stata registrata qui: http://www.ironfrog.com/librarycatsmap/europe.html (Purtroppo da qualche anno misteriosamente e` scomparsa la sua foto dal sito).
Nei suoi primi anni di vita ha messo al mondo ben 19 gattini e ne ha adottato un ventesimo (anche lui trovato nelle vicinanze del Pollaio), allevandolo assieme alla sua ultima cucciolata.
In quel periodo non era ancora stata montata la gattaiola sulla finestra, e cosi` la sera usciva con noi dalle aule e passava la notte fuori. Quando aveva i cuccioli, anche questi di notte erano all’esterno, in una scatola di cartone. La mattina, poco dopo l’apertura dell’Acquario lei arrivava col primo micio in bocca e con 3 salti sul tavolo, il frigo e la libreria, lo portava in un’altra scatola di cartone posta li` sopra. E via di seguito con tutti gli altri senza dimenticarne uno. Ci si chiedeva se sapesse contare…
Credo che la gattaiola sia arrivata con la terza cucciolata.
Adesso per fortuna ha ancora un tetto: quando l’anno scorso il Pollaio e` stato chiuso, una studentessa (di veterinaria se non sbaglio!) se l’e` portata a casa, e da quel che so si e` adattata bene.
Grazie per la risposta sulla Gatta! mi ha fatto un sacco piacere!!!
Io ricordo che quando sono arrivata in Pollaio, l’Acquario mi metteva un po’ in soggezione. Io ero solo una matricolina, e in quella stanza c’erano persone che si conoscevano da anni. Per cui ho passato un mese abbondante ad entrare in Acquario solo per riempire la bottiglietta d’acqua. Poi un po’ alla volta ho conosciuto tutti, e l’aula studio è diventata la seconda casa che poi è stata per tutta l’università.
Ciao a tutti :) vi ricordate di me???.. sono Maurizio il terrone dell’Acquario e il terrore del Pollaio!!!
Apprendo con sommo dispiacere che l’aula studio più famosa dell’Università di Padova è stata definitivamente chiusa.
Vorrei dire solo tre parole a chi ha preso questa insana decisione:
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!
Ho passato i cinque anni più belli della mia giovinezza in quell’aula dal 1996 al 2001 e devo sicuramente ringraziare la comunità del Pollaio per avermi accolto con tanto affetto ed amore fino alla mia laurea in Ingegneria.
Quest’aula, cari cattedratici, non rappresenta solo un luogo di studio aperto a tutti e in tutti i giorni dell’anno, ma rappresenta uno spirito e un’anima studentesca che volete murare e seppellire dietro pannelli e lucchetti di ferro.
Devo ammettere che in quegli anni ho contribuito a tenere unita tutta la comunità del Pollaio rendendomi sempre disponibile ad apertura nei giorni più improbabili: Pasqua, Natale, Capodanno e tutte le altre feste comandate fino a sera tardi e cioè fino a quando non passava la vigilanza invitandoci a uscire.
Questo lo sottolineo perchè non si debba credere che la comunità del Pollaio era solo dedita al divertimento e allo svago, mettendo in secondo piano il dovere e la possibilità di studiare.
Infatti, per me e per tutti i miei amici del tempo, era l’unico modo per riuscire a studiare insieme condividendo paure, problemi e difficoltà di apprendimento che puntualmente si ripetevano ad ogni esame!!!
Mi dispiace per le nuove generazioni di studenti, le quali non potranno più usufruire di uno spazio sociale così umano e socializzante e saranno costretti a utilizzare le solite aule studio asettiche e impersonali.
Mi rivolgo a tutti gli amici e studenti che tengono ancora a cuore le sorti del Pollaio per invitarli a NON MOLLARE!!!
E se anche la decisione accademica di chiusura è ormai definitiva, portate sempre con voi lo spirito che ha fatto nascere e crescere il Pollaio, perchè quello nessuno lo può seppellire.
Auguro un enorme “In bocca al lupo” a tutti gli studenti che stanno lottando per ottenere il loro sacrosanto diritto allo studio, perchè è vero che ognuno di noi è stato di passaggio in quei luoghi, ma è pur sempre vero che quegli anni ci sono serviti per diventare non solo dottori ma soprattutto donne e uomini più maturi costruendo insieme una coscienza sociale e civica.
Un abbraccio affettuoso a tutti.
Maurizio (il terrone)
Ciao Terronaccio!!!! e’ un piacere sentire notizia di te!
un abbraccio!
AlessioLEO